• 1 Luglio 2022

NON PICCHIARE L’AUTISTA

DiRedazione

Giu 28, 2021 ,

Una delle principali fonti finanziamento della ricerca prevenzionale in Italia è rappresentata dalle risorse economiche messe a disposizione da Inail con i bandi di ricerca in collaborazione, i cosiddetti Bric. Tramite questi bandi, emanati in base ai contenuti del “Piano di Attività della Ricerca” (PAR), si sviluppano dei progetti in compartecipazione tra Inail e gli altri enti di ricerca, essenzialmente Università e altri soggetti, spesso emanazione diretta  delle parti sociali.

Il PAR è un piano triennale con aggiornamento annuale e quello 2019-2021, ancora in corso, è impostato su 9 Programmi:

È da segnalare che il PAR viene preparato rispettando le indicazioni sulla “ricerca scientifica” predisposte dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza (CIV) dell’Inail.

Lo stesso CIV poi approva il Piano e destina al suo sviluppo ingenti risorse finanziarie nell’ordine di circa venti milioni di euro/anno.

Ognuno dei 9 Programmi è strutturato di un certo numero di Obiettivi e di Progetti specifici, messi poi a bando e assegnati.

Nell’ambito del Programma 5 “rischi emergenti” segnaliamo l’obiettivo 3:  “La violenza sui luoghi di lavoro: analisi del fenomeno e sviluppo di misure di gestione del rischio” all’interno del quale, tra gli altri, si sta sviluppando un Progetto di ricerca a cui teniamo particolarmente per ovvie ragioni:

“STW: La security dei lavoratori dei trasporti/Security of transport workers, ID 29B”, sul quale stanno lavorando l’istituzione capofila, Università Campus Biomedica di Roma, in partenariato con il Dipartimento di Sociologia dell’Università del Sacro Cuore oltre che con il Dipartimento di medicina epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (DIMEILA) di Inail. 

Il progetto ha avuto avvio l’8 settembre del 2020 ma ha subito diversi ritardi per effetto delle problematiche legate al Covid-19.

Ci sono due categorie di lavoratori particolarmente esposti agli episodi di violenza subita da parte dell’utenza: i sanitari e i lavoratori dei trasporti (autisti di bus e personale di bordo dei treni).

Gli episodi di cronaca sono stati e, purtroppo, sono ancora all’ordine del giorno, ma non si sono ancora visti interventi efficaci. Chi scrive, seppur in altro ruolo, ha ritenuto importante un progetto di ricerca su questi aspetti e si è adoperato in tal senso per offrirne ai decisori istituzionali i risultati. Siamo in ambito di security ma è evidente che la sicurezza delle persone (security) in questi casi coincide con la sicurezza sul lavoro (safety) essendo le due “sicurezze” perfettamente sovrapponibili.

Seguiremo con attenzione l’evoluzione di questa ricerca attendendone con interesse i risultati finali. Certo non sarà una ricerca a fermare la violenza ottusa di chi si scaglia contro gente che sta facendo il suo lavoro, ma certamente aiuterà molto per dare supporto scientifico per individuare misure idonee alla mitigazione del rischio di aggressioni.

Non parlare al conducente, si diceva una volta, oggi è più urgente non picchiarlo… e non è una battuta.

Giovanni Luciano

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