• 4 Dicembre 2022

MORTI SUL LAVORO: PUNTARE SULL’ISPETTORE INTERNO E SUL WHITE PASS OBBLIGATORIO

DiRedazione

Ago 13, 2021

Le aziende italiane censite nel 2020 dall’Istat erano circa 4,4 milioni. Le ispezioni e verifiche definite nello stesso anno dall’Ispettorato Nazionale Lavoro (INL) sono state circa 80.000. Solo 1,82%. Mancano ispettori? Certo, ma non è questa la strada per migliorare la situazione degli infortuni sul lavoro, per diversi motivi:

Primo – la vigilanza sull’applicazione delle norme previste dal D.lgs 81/2008 NON sono di competenza dell’INL se non essenzialmente per l’edilizia. La competenza è quasi esclusivamente delle Regioni tramite le loro ASL (non è facile trovare dati attendibili sul numero effettivo degli organici attuali);

Secondo – anche se l’annunciata imminente assunzione di circa 2.200 ispettori aiuterà la lotta, giusta, al lavoro nero tutti i morti sul lavoro degli ultimi tempi erano lavoratrici e lavoratori regolari;

Terzo: per una adeguata vigilanza efficace su quasi 4 milioni e mezzo di aziende il numero degli organici dovrebbe aumentare esponenzialmente. Ci vorrebbero centinaia di migliaia di ispettori, non poco più di 2000.

Per questi motivi non convince la risposta del Ministro del Lavoro al Presidente della Repubblica nella telefonata del 4 agosto quando l’inquilino del Colle, giustamente, chiedeva cosa stesse facendo il Ministero competente per arginare l’escalation di morti sul lavoro, ricevendo la rassicurazione di un’imminente assunzione di ispettori all’INL. Servono, invece, “ispettori interni” in ogni azienda e l’applicazione generalizzata dei Sistemi di Gestione della Salute e Sicurezza. 

Sarebbe meglio, quindi, puntare  su due cose: il rafforzamento oggettivo della sola figura che può svolgere le funzioni di “ispettore interno”, cioè il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) e l’istituzione di un White Pass (o Safety Pass) da rilasciare alle aziende a seguito dell’applicazione obbligatoria di un sistema di gestione della salute e sicurezza aziendale (previsto ma non imposto dall’art.30 del D.lgs. 81/08).

“Ispettore interno”: 

a)        rafforzando il ruolo e le competenze tecniche del RLS (almeno moduli A e B previsti per Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione – ASPP), 

b)        raddoppiando il loro mandato attuale, che è di tre anni, 

c)        prevedendo per legge la tutela  dei RLS in caso di segnalazioni e/o denunce.

“White Pass”:

rilasciato a seguito dell’applicazione di un sistema di gestione della sicurezza, semplificato per le piccole e medie aziende, reso obbligatorio (sostenuto economicamente con maggiori sconti Inail e credito d’imposta). Questi sistemi ritengono fondamentale la partecipazione dei RLS alle decisioni in materia si sicurezza e vi sono attestazioni da parte di Accredia che laddove applicati si registrano sensibili riduzioni del numero e della gravità degli infortuni.

Va preso atto, infine, che così com’è l’art.13 del D.lgs 81/2008 non è efficace. Sarebbe utile immaginare un coordinamento nazionale dei soggetti deputati alla vigilanza sull’applicazione delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Inail quelle norme le scrive, certamente può essere il miglior candidato a farlo . Polo unico della sicurezza o Agenzia Nazionale? Non è un problma di denominazione ma di…azione.

Giovanni LUCIANO

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