• 14 Aprile 2026

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“Fuori Orario”: il lavoro che logora nel silenzio

L’ultima settimana di novembre 2025 ha scandito un doppio, ravvicinato appuntamento per More Safe, impegnata su due fronti cruciali nel giro di appena quarantotto ore. Si parte il 25 novembre a Roma, con l’evento dedicato al “Reinserimento lavorativo”, che ha trovato spazio anche nella cronaca televisiva nazionale, su Rai News24. Due giorni dopo, il 27 novembre, il testimone passa a Firenze.

Proprio sulle rive dell’Arno, sotto la nostra direzione scientifica, si è chiuso il ciclo dei tre seminari “Fuori Orario”, promossi dalla Campagna permanente per la sicurezza sul lavoro “Trasportiamo in Sicurezza” (Trains) di Fast Confsal, dedicati ai lavoratori a turni e notturni. Un viaggio itinerante che ha toccato Bologna a giugno, Roma a settembre e infine Firenze a novembre: tre tappe per accendere i riflettori sugli effetti, spesso invisibili, di un’organizzazione del lavoro che sovverte i ritmi biologici, sociali e familiari di migliaia di persone costrette a scambiare il giorno con la notte.

Gli aspetti sanitari più rilevanti – supportati da evidenze scientifiche sugli effetti a lungo termine sulla salute – sono già stati approfonditi nei precedenti contributi pubblicati su www.moresafe.it, così come il quadro normativo oggi a tutela di queste lavoratrici e lavoratori. A Firenze, presso l’Hotel Michelangelo, il dottor Ennio Savino della Sovrintendenza Centrale INAIL e il professor Mezzacapo dell’Università La Sapienza di Roma hanno voluto richiamare con fermezza i punti chiave, fornendo una solida base scientifica e giuridica al confronto con gli altri relatori: parlamentari e rappresentanti delle parti datoriali.

Il cuore del dibattito ruota attorno a una domanda tanto semplice quanto scomoda: se ormai è scientificamente dimostrato che il lavoro notturno e a turni produce, nel tempo, effetti negativi sulla salute, se le norme di tutela appaiono in parte superate e se l’età lavorativa continua ad allungarsi, cosa può – e cosa deve – fare oggi il legislatore? E quale ruolo può giocare la contrattazione collettiva?

Un interrogativo diretto, che non ha bisogno di ulteriori chiarimenti. Non entreremo in questa sede nel dettaglio degli interventi – aperti dal presidente Giovanni Luciano e disponibili integralmente sui canali social di Fast Confsal – ma è doveroso registrare che l’assunzione di impegni concreti è stata, per usare un eufemismo, piuttosto timida. Nulla di inatteso. L’obiettivo, del resto, era prima di tutto quello di scuotere le coscienze, rendere evidente al sindacato e alle controparti datoriali che quello del lavoro notturno e a turni è un fronte aperto, che non può più essere ignorato.

Ai parlamentari, invece, un suggerimento amaro ma sincero: provate a fare qualche anno di turni, qualche notte filata in fabbrica, in ospedale, nei trasporti. Forse allora risulterà più chiaro perché, quando si torna – sempre più raramente – a parlare di lavori usuranti, c’è un ambito ben preciso che non può più restare nell’ombra.