L’ultima settimana di novembre 2025 ha scandito un doppio, ravvicinato appuntamento per More Safe, impegnata su due fronti cruciali nel giro di appena quarantotto ore. Si parte il 25 novembre a Roma, con l’evento dedicato al “Reinserimento lavorativo”, che ha trovato spazio anche nella cronaca televisiva nazionale, su Rai News24. Due giorni dopo, il 27 novembre, il testimone passa a Firenze.
Proprio sulle rive dell’Arno, sotto la nostra direzione scientifica, si è chiuso il ciclo dei tre seminari “Fuori Orario”, promossi dalla Campagna permanente per la sicurezza sul lavoro “Trasportiamo in Sicurezza” (Trains) di Fast Confsal, dedicati ai lavoratori a turni e notturni. Un viaggio itinerante che ha toccato Bologna a giugno, Roma a settembre e infine Firenze a novembre: tre tappe per accendere i riflettori sugli effetti, spesso invisibili, di un’organizzazione del lavoro che sovverte i ritmi biologici, sociali e familiari di migliaia di persone costrette a scambiare il giorno con la notte.
Gli aspetti sanitari più rilevanti – supportati da evidenze scientifiche sugli effetti a lungo termine sulla salute – sono già stati approfonditi nei precedenti contributi pubblicati su www.moresafe.it, così come il quadro normativo oggi a tutela di queste lavoratrici e lavoratori. A Firenze, presso l’Hotel Michelangelo, il dottor Ennio Savino della Sovrintendenza Centrale INAIL e il professor Mezzacapo dell’Università La Sapienza di Roma hanno voluto richiamare con fermezza i punti chiave, fornendo una solida base scientifica e giuridica al confronto con gli altri relatori: parlamentari e rappresentanti delle parti datoriali.
Il cuore del dibattito ruota attorno a una domanda tanto semplice quanto scomoda: se ormai è scientificamente dimostrato che il lavoro notturno e a turni produce, nel tempo, effetti negativi sulla salute, se le norme di tutela appaiono in parte superate e se l’età lavorativa continua ad allungarsi, cosa può – e cosa deve – fare oggi il legislatore? E quale ruolo può giocare la contrattazione collettiva?
Un interrogativo diretto, che non ha bisogno di ulteriori chiarimenti. Non entreremo in questa sede nel dettaglio degli interventi – aperti dal presidente Giovanni Luciano e disponibili integralmente sui canali social di Fast Confsal – ma è doveroso registrare che l’assunzione di impegni concreti è stata, per usare un eufemismo, piuttosto timida. Nulla di inatteso. L’obiettivo, del resto, era prima di tutto quello di scuotere le coscienze, rendere evidente al sindacato e alle controparti datoriali che quello del lavoro notturno e a turni è un fronte aperto, che non può più essere ignorato.
Ai parlamentari, invece, un suggerimento amaro ma sincero: provate a fare qualche anno di turni, qualche notte filata in fabbrica, in ospedale, nei trasporti. Forse allora risulterà più chiaro perché, quando si torna – sempre più raramente – a parlare di lavori usuranti, c’è un ambito ben preciso che non può più restare nell’ombra.
